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LAVORO, L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CAMBIA TUTTE LE CARTE IN TAVOLA"
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L’IA ha già mostrato buone capacità di migliorare la produttività in diversi settori, con un aumento del 14% nella produttività complessiva e un miglioramento del 35% per i lavoratori meno esperti. «Attualmente, però, uno dei rischi principali è che tali benefici rimangano concentrati nelle mani di poche aziende, come è successo con l'industria IT, dove solo le società più grandi hanno ottenuto i maggiori profitti», spiega Silvano Donato Lorusso, partner di BLB Studio Legale. «In questo senso, è fondamentale una strategia a livello europeo che favorisca la concorrenza, promuova gli investimenti e rafforzi le competenze nel settore dell'IA, affinché l'aumento di produttività si traduca in benefici diffusi. Il mercato del lavoro sta affrontando un periodo di forti cambiamenti: il rapporto tra lavoratore e azienda è diventato sempre più dinamico; si registra una maggiore mobilità tra un’occupazione e un’altra e questo anche grazie a una nuova mentalità dei lavoratori, in particolare dei più giovani, che, in particolare dal post-pandemia cercano maggiore flessibilità nell’ambito lavorativo (prova ne sia la consistente richiesta di smart working). In tale contesto, sebbene possa comportare una riduzione dei posti di lavoro nelle mansioni ripetitive, l’IA si presenta come una grande opportunità che potrebbe essere colta da tutti. Occorre una discussione costruttiva almeno a livello europeo su temi essenziali come la formazione all’utilizzo dell’IA, affinché siano preparati a nuovi ruoli e compiti, così da aumentare il loro valore sul mercato del lavoro; la eventuale previsione di un bonus di produttività, con i quali le aziende possano condividere con i lavoratori parte degli incrementi di profitto derivati dall'uso dell'IA; il tema della riduzione dell'orario di lavoro, oggi tanto richiesto, che potrà concretizzarsi grazie alla maggiore efficienza dell’IA e, infine, il tema della partecipazione agli utili, che potrebbe essere prevista (anche) grazie IA benefici generati dall’IA. Ciò motiverebbe ancor di più i lavoratori, riducendo il turnover e creando un ambiente di lavoro certamente più favorevole. La questione, nel suo complesso, richiede non tanto una consistente produzione normativa, quanto una forte volontà politica e aziendale e un buon dialogo tra datori di lavoro, dipendenti e istituzioni».



